Ciclovia Capranica – Civitavecchia

CicloLAB organizza un’affascinante pedalata sul vecchio tracciato della ferrovia Capranica-Civitavecchia. Il percorso è adatto a ciclisti allenati e non, con spirito di avventura, pronti a sporcarsi e ad adattarsi alle situazioni impreviste!

Appuntamento a CicloLAB alle ore 8:00 Via Nicola Nisco 3/B. (Zona Appio Latino – Parco della Caffarella)

Si raggiunge la Stazione Tuscolana con le bici e si prende il treno (costo biglietto € 4.30).

Partenza alle ore 8:43  dalla Stazione Tuscolana per Capranica/Sutri alle ore 10:19

Pranzo al Sacco

Per il ritorno da Civitavecchia (costo biglietto 4.30€) Orario treni:

14:56 arrivo a Roma Tuscolana 16:16

16:44 arrivo a Roma Ostiense 17:36

16:52 arrivo a Roma Tuscolana 18:11

17:58 arrivo a Roma Tuscolana 19:11

Ciclovia Capranica-Civitavecchia:

Quota 409 Mt

Tipologia Percorso sterrata, sentiero e asfalto

Dislivello 220 m in salita, 575 m in discesa

Distanza 52,27 km

Tempo totale circa 4:30 h

Cartografia Il Lupo Monti della Tolfa

Descrizione Dalla stazione ferroviaria di Capranica–Sutri, della linea ferroviaria Roma–Viterbo, lungo la ferrovia dismessa per Civitavecchia, attraverso le stazioni abbandonate di Veiano, Barbarano Romano, Blera, Civitella Cesi, Monteromano e il ponte di ferro sul fiume Mignone (26 km, +2 h). Poi per il tunnel lungo 1.300 metri con muro finale di 2 metri, la stazione abbandonata di Allumiere, deviazione per la chiesa della Farnesiana, nuovamente sulla ferrovia sino alla stazione abbandonata di Mole sul Mignone, dopo la quale si esce dalla sede ferroviaria sulla sinistra e con una serie di sterrate e strade asfaltate si arriva con una lunga discesa a Civitavecchia.

DESCRIZIONE

Il percorso si snoda nella natura, per lo più lungo il vecchio tracciato ferroviario. 50km totali, da percorrere in 4-6 ore, secondo il livello atletico dei ciclisti, su un terreno che vede alternarsi tratti di terra, ghiaia, rocce, fango, pozzanghere, acquitrini e piccoli tratti di asfalto.

Partendo da Capranica e per quasi tutto il percorso si pedala su una leggerissima discesa e in prevalenza in pianura, ma non mancano anche degli strappi in salita.

Sul percorso può capitare di attraversare tratti fangosi o allagati, mentre su salite e discese brevi ma ripide, ricavate su terreno, con natura incolta, roccioso e instabile, ci si ritrova a dover spingere la bicicletta a piedi tra rovi di more, altre piante spinose o liane che invadono occasionalmente la ciclovia.

E’ possibile incontrare degli animali da pascolo lasciati liberi di circolare in aree dedicate al raduno (cosa che può eventualmente diventare un problema in corrispondenza dell’invasione di bovini in cerca di riparo nelle gallerie).

Alcune difficoltà si trovano in corrispondenza di alcuni muretti di 1-2 metri di altezza lungo il percorso, per passare i quali è necessario scavalcare e passare le bici a mano

tratti allagati e fangosi, nei quali può rivelarsi utile pedalare scalzi per affrontare l’acquitrino alle caviglie; tunnel lunghi da 200 metri fino ad 1 km completamente bui nei quali è d’obbligo l’uso di torce sufficientemente potenti.

Solo alla fine, negli ultimi 5 chilometri, la tenacia viene premiata con una discesa liberatoria sull’asfalto della strada statale lungo la quale spunta il porto di Civitavecchia.

EQUIPAGGIAMENTO

– Bicicletta adatta a percorsi in sterrato, consigliabile una mountain bike.

– Pasto al sacco e acqua in abbondanza (non ci sono fonti lungo il percorso).

– Scarpe a suola resistente.

– Abbigliamento adatto alle disavventure acquose o fangose, all’eventuale impatto con i rovi e adeguato a clima e temperatura della stagione.

– Torce e luci potenti. Le gallerie sono completamente buie!

– Ricambi in abbondanza: camere d’aria e kit di riparazione per ogni eventualità.

Ognuno è responsabile della propria bicicletta.

PAESAGGIO

Come ogni luogo in cui la natura abbia avuto modo di riappropriarsi di quel che l’uomo ha tentato di edificare, lo spettacolo è assicurato. Le sensazioni provate lungo il percorso sono quasi indescrivibili a parole: le fragranze delle piante tra le quali spiccano il profumo di finocchio selvatico, anice e origano; la varietà di paesaggio tra strade larghe, percorsi ristretti dalle piante, ponti, stazioni ferroviarie dismesse di architettura anni ’50, tunnel ornati di piccole e spettacolari ragnatele lungo le pareti, fiancate di roccia montuosa e panorami collinari.

L’incontro con gli animali è praticamente garantito: bovini, cavalli, asini tra i più comuni, ma anche lucertole, tartarughe e ranocchie, chissà cos’altro!

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Percorso

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