Cosa succede nel mondo delle bici?

Sintesi di un anno di pandemia

Dalle notizie che quotidianamente giungono dal mondo della bici, non possiamo che essere contenti di vedere un cresciuto interesse per le due ruote e la vita all’aria aperta.
Da sempre proponiamo uno stile di vita attento all’ambiente e l’utilizzo della bici, sia per attività sportive che per ciclismo urbano.
Il nostro mood è di poter offrire ad ognuno la giusta bici e tutta la nostra assistenza.
Ma allora cosa succede? Perché non abbiamo biciclette disponibili?
Il bonus bici ha contribuito ad accrescere l’interesse per la bicicletta ed il suo utilizzo anche in una città come Roma, ma benché sia stata un’ottima iniziativa, forse non si è tenuto conto della produzione di bici delocalizzata in Asia.
In che senso vi starete domandando? E’ già, ad una prima lettura può sembrare che i negozi di bici abbiano fatto da padroni sul mercato, piuttosto che essere vittima di una prolungata situazione di lockdown produttivo iniziato in Cina già nel novembre 2019.
Non abbiamo la pretesa di fare una analisi di mercato, ma crediamo sia giusto esprimere  un punto di vista da operatori della categoria.
Dalla prima comparsa del coronavirus cinese a Wuhan, progressivamente la produzione di componentistica, biciclette e accessori in generale è andata rallentando sino allo stallo.  I negozi di biciclette hanno lavorato con il proprio magazzino, più o meno grande a seconda delle dimensioni dell’attività, sino esaurimento merce. Certo, direte, sono state vendute! Vero, ma se non c’è produzione, non ci sono bici.
L’emergenza sanitaria oltre a mietere milioni di vittime, ha necessariamente comportato importanti  cambiamenti alla nostra quotidianità, colpendo gravemente il mondo del lavoro, la produzione e generando incertezze tra le persone che si sono schierati tra favorevoli e contrari, economisti e specialisti.
…E, i negozi di biciclette? Opinione diffusa li vede senza scrupoli, che cavalcano l’opportunità di arricchirsi alle spalle del povero cittadino che ha riscoperto la bici in nome di un diritto all’attività sportiva sancita per DPCM.
Probabilmente, ad accentuare il problema della mancata produzione di biciclette, hanno contribuito anche i distributori  italiani di biciclette, che trovandosi con i magazzini pieni durante il lockdown di marzo 2020, hanno temuto il peggio e non hanno previsto un incremento della domanda.
Tuttavia l’aumento dei prezzi delle biciclette è dovuto nient’altro che al mercato economico definito dai paesi asiatici dove tutta la produzione mondiale è delocalizzata.
A caduta, anche noi a CicloLAB, subiamo le conseguenza di questo incomprensibile e inaspettato momento.
CicloLAB, vista la situazione che provoca un disservizio, crede doveroso fare una sintesi di un anno di pandemia tra scarsa produzione e mancate consegne.